Bersani e Leva archiviano il Pd: “Tradite le aspettative della sinistra”

CAMPOBASSO. Gremita la sala della Costituzione della Provincia diCampobasso per la presentazione del manifesto politico di ‘Articolo 1 – Movimento dei Democratici e Progressisti’, la nuova formazione di centrosinistra, promossa dagli scissionisti del Pd, che si candida a rappresentare le istanze di lavoro e giustizia sociale provenienti da fette ampie della popolazione.

In Molise un relatore d’eccezione:Pierluigi Bersani, il quale ha subito chiarito che non avrebbe tenuto un comizio, bensì si sarebbe concentrato sull’illustrazione del nuovo soggetto politico. Così è stato: una sorta di ‘lectio magistralis’ sulla storia del nostro Paese, dal dopoguerra ad oggi, con particolare accento sull’incapacità delle classi dirigenti di governare la globalizzazione e i suoi effetti e la conseguente deriva populista dei giorni nostri. Di qui l’assunto: “Quando non si sa quale sia l’orizzonte – ha affermato Bersani - bisogna tornare ai fondamentali”. Bisogna tornare all’articolo 1 della Costituzione (e forse anche la scelta della location per l’incontro non è stata poi così casuale) e rispolverarne il senso, per metterne in pratica l’insegnamento. L’onorevole ex piddino ha evidenziato come l’articolo 1 metta in primo piano due concetti imprescindibili per la società: la democrazia e il lavoro; precisamente l’idea che la democrazia debba essere  sostanziata e legittimata dal lavoro. “Il lavoro – ha detto con forza Bersani – è il motore dell’economia, ma anche la dignità e la libertà di una persona. È quella piccola quota di trasformazione del mondo a cui ciascuno ha diritto; è il modo di ognuno per partecipare all’umanità. La sovranità appartiene al popolo, – ha proseguito - dunque la politica è al servizio dei cittadini; il popolo deve poter partecipare alle scelte nei limiti della Costituzione; ossia – ha aggiunto – chi vince non può stravolgere le regole del gioco”.

Con sobrietà il parlamentare ha lanciato la sua invettiva, proponendo come ricetta per contrastare l’avanzata “di una destra protezionista, favorita da un Pd non proprio di sinistra e con l’attitudine ad un ottimistico storytelling”, l’attività di un nuovo soggetto politico, “non un partitino”. Un soggetto politico, si diceva, che con “sobrietà, onestà e rigore affronti la crisi e i cambiamenti del tempo”.

 

Anche il parlamentare molisano Danilo Leva, nel suo intervento, ha voluto sottolineare l’importanza del tema del lavoro e ad esso ha ricondotto le ragioni della scissione; non sottacendo a sua volta il disagio per una sanità sempre meno pubblica“Il Pd, in Italia e in Molise, - ha spiegato Leva – ha tradito le aspettative e, in primis, ha tradito le ragioni del lavoro. Nella scelta tra capitale e lavoro il centrosinistra deve stare dalla parte di quest’ultimo, invece è stato rovesciato un paradigma fondamentale. Per questo l’esigenza di lasciare il partito. Se avessimo pensato solo alle poltrone, avremmo trovato un accordo per restare in Parlamento, ma per noi la sinistra è prima di tutto rispetto delle istituzioni e una questione di stile. Pertanto, - ha chiosato Leva citando Berlinguer - quando non sai cosa fare, fai quello che devi fare”.

A moderare i lavori il consigliere regionale Francesco Totaro che, salutando la platea, ha annunciato la partecipazione del neonato movimento alle prossime Regionali, avviando, in sostanza, la campagna elettorale; mentre a fare gli onori di casa ci ha pensato l’ex sindaco di Campobasso e senatore Augusto Massa. Sono intervenuti al dibattito diversi amministratori locali. Molte le presenze di rilievo: da esponenti dei sindacati, in primis la Cgil, all’ex assessore Michele Petraroia; dall’ex presidente della Provincia di Campobasso Nicola D’Ascanio a Giuseppe Astore, Gigino D’Angelo, Michele Durante, Cinzia Dato, Rita Formichelli, ecc. Numerose le presenze per un movimento che inizia ad organizzarsi sul territorio e che la prossima settimana – ha annunciato Bersani – avrà il suo simbolo.