Lavoratori Ittierre con mobilità in scadenza: On. Leva (PD): servono misure di sostegno al reddito alternative.

"Ho presentato una interrogazione al Ministro del Lavoro per chiedere quali misure il governo intenda adottare per mantenere gli impegni assunti nei confronti dei lavoratori delle aree di crisi complessa. – afferma l'on. Leva - Dopo diversi incontri che il Ministero del lavoro ha avuto nei mesi passati con le 9 regioni interessate e i sindacati, al termine di un tavolo tecnico, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti aveva annunciato un pacchetto di misure che prevedeva per i lavoratori delle aziende in area di crisi complessa che erano rimasti senza ammortizzatori, un nuovo sussidio di 500 euro al mese per un anno.

Sorprendentemente a distanza di poco più di un mese quell'impegno è stato disatteso ed oggi circa 700 lavoratori ex ittierre si trovano o si troveranno a breve senza alcuna copertura di reddito personale e familiare. È indispensabile trovare delle soluzioni in brevissimo tempo, auspico, infatti, che nella legge di stabilità vengano introdotte le suddette misure e se così non dov'esse essere mi farò promotore di un emendamento che le inserisca.

Ciò che assolutamente non possiamo permettere è che centinaia di lavoratori restino privi di sostegno al reddito, essendo il nostro territorio oggetto di tutele speciali in quanto riconosciuto, purtroppo, in una profonda e significativa crisi industriale.

Roma, 19.10.2016.


EX- ITTIERRE, LEVA (PD) INTERROGA IL GOVERNO: “FARE CHIAREZZA SU UNA VICENDA PARADOSSALE”.

pd molise

“Ho presentato una interrogazione al governo per chiedere che si attivino tutte le procedure possibili per fare chiarezza su quanto sta accadendo presso la nuova Oti, impianto ex Ittierre - spiega l’on. Leva.

La vicenda sta assumendo tratti a dir poco paradossali. A seguito dell’acquisizione di Oti da parte di IKF, e da quando quest’ultima ha fatto richiesta di concordato preventivo presso il Tribunale di Milano, i lavoratori sono stati letteralmente abbandonati a loro stessi. Sono riusciti, malgrado tutto, a dare continuità alle attività lavorative negli ultimi mesi portando avanti una coraggiosa forma di autogestione. Da luglio non percepiscono più gli stipendi, la società da mesi non paga utenze e servizi e dal prossimo 10 ottobre tutte le attività saranno sospese. A questo quadro, già di per se allarmante, si aggiunge il fatto che manca qualsivoglia forma di comunicazione e informazione tra proprietà e lavoratori.

I 44 dipendenti non sanno nulla circa il loro destino ne tantomeno, allo stato dei fatti, di quali ammortizzatori sociali possono beneficiare. Occorre subito convocare le parti per assumere tutte quelle iniziative utili a tutelare i livelli occupazionali e garantire una eventuale tutela sociale ai lavoratori.”

 

Roma, 06.10.2016.