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Danilo Leva
27
Agosto
2015

COFFEE BREAK - LA7 REPLICA DEL 27.08.2015

Coffee Break La7 - Replica della puntata che mi ha visto ospite in studio in data odierna.

 
20
Agosto
2015

FISCO, LEVA (PD): HA FATTO BENE SPERANZA A FISSARE PRIORITÀ

italiaGiustaRoma, 20 ago. (askanews) - "Ridurre la pressione fiscale si può e si deve". Così Danilo Leva deputato Pd, commentando le proposte dell'ex capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza sui temi fiscali.

"Ma può esser fatto in diversi modi - aggiunge - e favorendo diversi interessi. Ha fatto bene oggi Roberto Speranza a fissare, nel suo articolo sul Foglio, quali sono gli obiettivi che per la sinistra devono stare in cima alla lista: il lavoro, l'occupazione, i più bisognosi.

Da questo punto di vista bisogna essere chiari: in nessun caso si può ammettere che vengano ridotti o che non si ripropongano almeno per il 2016 e il 2017, se non addirittura si stabilizzino, gli sgravi contributivi per chi assume a tempo indeterminato, perché le risorse con cui finanziarli, magari, vanno usate per abolire Imu e Tasi anche sugli attici e superattici dei quartieri di lusso o sulle ville più prestigiose". "Se non ci saranno risorse per fare tutto, il governo deve fare una scelta. E il lavoro, come il Sud, almeno per il Pd, viene prima delle prime case dei super ricchi", conclude Leva.

 
07
Agosto
2015

RICONOSCIMENTO DELL'AREA DI CRISI COMPLESSA PER IL POLO INDUSTRIALE CAMPOCHIARO - VENAFRO

pd-moliseFirmato nel pomeriggio il riconoscimento dell'area di crisi complessa per il Polo industriale Campochiaro - Venafro. Si tratta di un significativo passo in avanti.

Ora c'è un quadro chiaro di riferimento che consentirà al Molise di mettere in campo risorse aggiuntive per lo sviluppo. Passaggio successivo sarà la stipula dell'accordo di programma per declinare le singole misure con le relative risorse, certo è che non ci saranno finanziamenti a prescindere da progetti concreti di sviluppo industriale.

Adesso tocca mettere insieme tutte le parti sociali coinvolte per costruire una ipotesi di rilancio solida e possibile.

 
30
Luglio
2015

SUD: LEVA (PD), “MEZZOGIORNO TORNI QUESTIONE NAZIONALE”

italiaGiusta“L’interpellanza di Roberto Speranza e Gianni Cuperlo solleva un problema reale”.

Così il deputato Pd Danilo Leva sottoscrittore, tra gli altri, dell’interpellanza lanciata dai due leader della minoranza dem sulla situazione del Sud evidenziata dai dati forniti oggi dallo Svimez.

“La crisi in cui versa il Mezzogiorno d’Italia è drammatica. Le misure adottate dal governo fino ad ora sono state deboli e alcune sono state addirittura dannose: i tagli alla sanità, hanno colpito prevalentemente gli ospedali del Sud, i tagli agli Atenei che hanno danneggiano le Università del Mezzogiorno.
Infine, la misura degli 80 euro ha migliorato la condizione di chi un lavoro già lo aveva e quindi le zone del Nord con tassi occupazionali più alti. Insomma finora il governo Renzi ha derubricato la questione meridionale a argomento irrilevante. Ma con un’Italia a doppia velocità non si esce fuori dalla crisi. E’ ora di cambiare rotta e di far tornare il Mezzogiorno una questione nazionale prioritaria”.

Roma, 30 luglio 2015

 
29
Luglio
2015

Rainews 24 - Il Transatlantico - 29.07.2015

Oggi dalle ore 18:30 sarò ospite di Rai News 24 nella trasmissione "Il Transatlantico" per confrontarmi sui temi di strettissima attualità politica.

RaiNews24

 
18
Luglio
2015

SEMBRA DAVVERO UN FILM DELL'ORRORE...

 

In edicola sul "Il Fatto quotidiano" una mia intervista,sulle ultime evoluzioni politiche che riguardano il PD. 


fattoquotidiano180715

Documentazione Allegata
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21
Maggio
2015

LETTERA APERTA AI SENATORI SULLA RIFORMA “LA BUONA SCUOLA”

 

 

italiaGiustaQuesta la lettera indirizzata ai senatori con l'invito a migliorare ulteriormente sui tre punti critici il testo della riforma sulla scuola. Nella non partecipazione al voto non c'è nessun pregiudizio nei confronti del governo ma solo l'esigenza di stare sul merito delle questioni. Continueremo a lavorare per correggere e offrire una soluzione positiva. Credo che il PD possa vincere la sfida del cambiamento solo se sarà capace di costruire un consenso largo attorno al suo progetto. Fino ad oggi ( prima la riforma elettorale fatta con meno della maggioranza, poi la riforma della scuola fatta senza il sostegno di chi la scuola la vive), non è stato così.

LETTERA APERTA AI SENATORI SULLA RIFORMA “LA BUONA SCUOLA”

La scuola si cambia con la scuola. Se una parte larga di insegnanti, studenti, famiglie vive una riforma come una ferita ai propri interessi e diritti, compito della politica e del legislatore è ricucire quella frattura. La scuola italiana ha bisogno di risorse, di innovazione nei programmi e nella didattica, e di un’autonomia che abbia come finalità la promozione di chi parte svantaggiato. In questo senso compito di un’istruzione pubblica e qualificata è favorire, senza distinzione di censo o territorio, una piena autonomia critica e una libertà di pensiero e di scelta sulla propria esistenza.
Nella proposta del governo ci sono aspetti positivi: stabilizzare oltre 100mila docenti, aumentare le risorse per la didattica e l’edilizia, procedere all’organico funzionale degli istituti. Alcuni miglioramenti sono stati ottenuti durante il lavoro in Commissione a partire dal ruolo del preside che risulta almeno “attutito”. Le deleghe sono scese da 13 a 8, non comprendono più gli organi collegiali e la valutazione del singolo dirigente scolastico spetterà ad appositi ispettori. Infine è positivo lo stralcio, richiesto da molti tra noi, della norma sul 5 per 1000 che avrebbe favorito una divaricazione maggiore tra istituti “ricchi” e gli altri. Stralcio che va confermato nel passaggio al Senato.
Con la stessa chiarezza è giusto indicare i punti critici che non hanno trovato soluzione. La permanenza della chiamata diretta da parte del preside in una logica monocratica, la discriminazione che colpisce gli insegnanti abilitati di seconda fascia e tutti gli altri precari. Parliamo di docenti che hanno alle spalle anni di servizio, che hanno affrontato costi e sacrifici per conseguire l’abilitazione e che non hanno potuto fruire di alcuna finestra concorsuale. Dalla stabilizzazione restano esclusi anche 23mila insegnanti della materna. Inoltre, pure senza negare la libertà educativa delle famiglie, occorre che non vengano sottratte risorse alla centralità della scuola statale.
Ma è soprattutto su ciò che nella riforma manca che è necessario concentrare l’attenzione. E a mancare è un quadro d’insieme del riassetto del nostro sistema di istruzione. Se guardiamo a evasione, discriminazione di censo, analfabetismo di ritorno, la bussola di quel riassetto è fondamentalmente una: riagganciare la scuola ai valori della Costituzione.
In questo senso rimane un problema che non è solo di metodo. Se si accetta la premessa sulla funzione strategica dell'istruzione la conseguenza è che ogni investimento o modello di riforma deve coinvolgere e venire condivisa dai soggetti che quell'investimento o modello di riforma dovranno tradurre in pratica e realizzare. Se, invece, una riforma impatta una opposizione così massiccia alla politica e al governo si pone un’altra domanda: ed è se ha un senso immaginare di "piegare" la resistenza di insegnanti, studenti, lavoratori precari o se non sia una assoluta necessità proseguire il confronto con quel mondo anche al fine di tenere un filo e un legame con forze e culture decisive nella costruzione di un largo campo democratico. Ciò implica un riconoscimento dei ruoli della rappresentanza.
Sul complesso di questi temi – in parte di merito e in parte di respiro culturale e politico – siamo convinti, dopo il primo passaggio della legge alla Camera, che il contributo e l’impegno del Senato possano condurre a ulteriori e necessari cambiamenti del testo che vi consegniamo.
E’ importante che della scuola si discuta. E non solo nelle sedi parlamentari o tra addetti ai lavori. Ma nel Paese. Senza temere la voce dal basso, di scuole, studenti, insegnanti. Senza temere, e anzi sapendo ascoltare, la voce della piazze.
Cambiare la scuola si può e si deve. Ma la scuola si cambia con la scuola.
Agostini, Albanella, Albini, Argentin, Bersani, Bindi, Bossa, Bruno Bossio, Capodicasa, Carra, Cenni, Cimbro, Cuperlo, D'Attorre, De Maria, Epifani, Fabbri, Farina, Fassina, Folino, Fontanelli, Fossati, Galli Carlo, Giorgis, Gnecchi, Gregori, Iacono, Laforgia, Lattuca, Leva, Maestri, Malisani, Marzano, Miotto, Mognato, Murer, Pagani, Piccolo, Pollastrini, Sanna Giovanna, Speranza, Stumpo, Terrosi, Zampa, Zappulla, Zoggia

 
20
Maggio
2015

RIFORMA DELLA “BUONA SCUOLA”: L’ON. LEVA NON PARTECIPA AL VOTO.

italiaGiusta

 “Pur ritenendo positivi alcuni cambiamenti che sono stati apportati al ddl durante l’esame in Aula – afferma l’on Leva- ho ritenuto opportuno, insieme ad altri colleghi della minoranza PD, di non partecipare al voto finale, in quanto esistono ancora dei punti critici che non hanno trovato soluzione.

 

I più delicati sono principalmente tre:


il potere conferito ai dirigenti scolastici
: benché grazie ad alcune modifiche passate in Commissione le deleghe attribuite ai presidi sono state tagliate da 13 ad 8, la permanenza della chiamata diretta dei docenti in una logica monocratica non può trovarci d’accordo, in quanto mortifica il merito oggettivo e curriculare dei docenti a vantaggio di una valutazione soggettiva e piuttosto arbitraria;

la discriminazione che colpisce gli insegnanti abilitati di seconda fascia e tutti gli altri precari che saranno esclusi dalla stabilizzazione. Parliamo di docenti che hanno alle spalle anni di servizio, che hanno affrontato costi e sacrifici per conseguire l’abilitazione e che non hanno potuto fruire di alcuna finestra concorsuale. Dalla stabilizzazione restano esclusi anche 23mila insegnanti della materna;

la centralità della scuola statale: pur senza negare la libertà educativa delle famiglie, occorre che non vengano sottratte risorse alla scuola pubblica.Ma volendo analizzare più a fondo il DDL quello che manca è un quadro d’insieme del riassetto del nostro sistema di istruzione. Se guardiamo a evasione, discriminazione di censo, analfabetismo di ritorno, la bussola di quel riassetto è fondamentalmente una: riagganciare la scuola ai valori della Costituzione.

In questo senso è indispensabile che ogni modello di riforma coinvolga e venga condiviso dai soggetti che quel modello di riforma dovranno tradurre in pratica e realizzare.

Se, invece, una riforma viene osteggiata e criticata da una opposizione così massiccia, alla politica e al governo si pone un’altra domanda: ha senso "piegare" la resistenza di insegnanti, studenti, lavoratori precari o se non sia una assoluta necessità proseguire il confronto nella costruzione di un largo campo democratico.
Sul complesso di questi temi – in parte di merito e in parte di respiro culturale e politico – siamo convinti, dopo il primo passaggio della legge alla Camera, che il contributo e l’impegno del Senato possano condurre a ulteriori e necessari cambiamenti del testo.
Cambiare la scuola si può e si deve. Ma la scuola si cambia con la scuola.”

 
08
Maggio
2015

AREA RIFORMISTA. LEVA: IL SUD DEVE TORNARE A ESSERE PRIORITARIO NELL’AGENDA DI GOVERNO

areariformista

Il Mezzogiorno è stato derubricato da tema nazionale ad argomento irrilevante


“È necessario tornare a discutere di mezzogiorno. Il sud deve tornare ad essere prioritario nell'agenda di governo. Siamo dentro una contraddizione: proprio nel momento in cui la crisi colpisce il Mezzogiorno in maniera più forte rispetto al resto del paese assistiamo ad una politica non all'altezza di questo passaggio, anzi piuttosto regressiva.Il Mezzogiorno è stato derubricato da tema nazionale ad argomento irrilevante”.

 

Lo ha dichiarato Danilo Leva, parlamentare Pd che è tra i principali promotori di Area Riformista, la componente guidata da Roberto Speranza, nel convegno svoltosi oggi a Cosenza.

“I tagli di risorse agli atenei colpiscono in particolar modo quelli del Sud, le politiche redistributive (80 euro) premiano chi un lavoro già c'è l'ha e nulla fanno per contrastare la povertà presente nel Sud in maniera superiore del doppio rispetto alla media nazionale, i tagli alla sanità colpiscono soprattutto le regioni del Sud e sono stati cancellati oltre 3,5 miliardo di euro dal piano di azione coesione.

Ancora una volta il Mezzogiorno funge da bancomat per il resto del paese. In questo ancora non siamo riusciti a marcare una discontinuità rispetto al passato. Gli effetti di questa politica economica consegnano il Mezzogiorno ad un destino fatto di declino e marginalità. Ma un partito come il Pd deve avere un'altra visione dello sviluppo del paese. Così il Sud non c'è la fa. Ma se non riparte il Mezzogiorno non riparte l'Italia”.

 
04
Maggio
2015

ITALICUM:LEVA(PD),STRAPPO ISTITUZIONALE CHE PESERÀ IN FUTURO

 

italiaGiusta(ANSA) - CAMPOBASSO, 4 MAG - "Ritenevo un errore approvare la legge elettorale a colpi di maggioranza e lo ritengono ancora di più oggi perché il voto fotografa un dissenso ancora più ampio rispetto al voto di fiducia dell'altro giorno".

Così Danilo Leva, deputato della minoranza Pd, commentando l'ok definitivo della Camera all'Italicum.

"Questo passaggio - aggiunge - rappresenta una macchia e uno strappo istituzionale che peseranno, e non poco, in futuro.
Quanto accaduto autorizzerà qualunque forza politica ad approvarsi a maggioranza leggi che rappresentano le regole del gioco e sulle quali, quindi, ci sarebbe bisogno di una condivisione ampia.

Oggi - conclude Leva - credo che il disegno riformatore del Pd esca indebolito e non sicuramente rafforzato". (ANSA)

 
14
Aprile
2015

RUTA, LEVA, VENITTELLI (PD): SMANTELLAMENTO DELLA SANITA' E COMMISSARIAMENTO DI FRATTURA: DA SEMPRE CONTRARI SENZA POSSIBILITA' DI ESSERE SMENTITI

 

pd-molise"Ribadiamo conclusivamente la necessità di incontrare con il Presidente della Giunta, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi per dire no al commissariamento e per riaffermare il diritto dei molisani ad un sistema sanitario in grado di tutelare il diritto alla salute costituzionalmente garantito, in linea e coerentemente con le azioni poste in essere fino ad oggi.

Mai abbiamo chiesto il commissariamento e lo affermiamo avendo la certezza che nessuno può smentirci.

Non abbiamo alcun interesse ad avere un commissario "amico", perché non lo saremo con chiunque pensi di tagliare il sistema sanitario regionale in modo selvaggio e in forza di logiche meramente ragionieristiche: anche se lo facesse il presidente commissario Frattura.

Per questa ragione, affinchè i molisani non vengano trattati come cittadini di serie B, abbiamo chiesto e chiederemo di nuovo la deroga al Regolamento Balduzzi o l'istituzione dell'azienda ospedaliero universitaria, per garantire al Cardarelli di rimanere Dea di secondo livello e gli ospedali di Termoli e Isernia, come sono oggi, Dea di primo livello.".

Roma, 14 aprile 2015
sen. Roberto Ruta
on. Laura Venittelli
on. Danilo Leva 
 

 
17
Marzo
2015

COFFEE BREAK - LA7 REPLICA DEL 17.04.2015

Coffee Break La7 - Replica della puntata che mi ha visto ospite in studio in data odierna.

 

 

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